Constitutional authority over election administration rests with the states and Congress rather than the executive branch, a structural limit repeatedly affirmed by federal courts that have blocked Trump administration executive orders and DOJ actions seeking broader federal control. Recent judicial decisions have halted efforts to mandate proof-of-citizenship requirements, alter mail voting rules, and compel states to purge voter rolls or segregate ballots based on federal lists. The Attorney General has publicly stated there are no plans to assume control of state elections, while legislative priorities such as the SAVE Act have stalled in the Senate. Ongoing DOJ lawsuits targeting specific certifications or voter data have encountered swift legal challenges and appeals court rebuffs ahead of the midterms, reinforcing trader expectations that full nationalization remains outside executive reach.
Questo mercato si risolverà come "Sì" se Donald Trump promulgherà una qualsiasi legge federale o intraprenderà un’azione esecutiva che crei una nuova autorità giuridica affinché il governo federale eserciti il controllo amministrativo diretto sulla gestione, finora localizzata, delle elezioni federali entro il 31 dicembre 2026, 23:59 ET. Altrimenti, questo mercato si risolverà con "No". Per essere idonea, una legge o un’azione deve mirare a concedere un controllo federale continuativo sul conteggio dei voti, sulla certificazione dei risultati o sull’effettiva votazione nel giorno delle elezioni federali, precedentemente gestiti a livello statale o locale, per giurisdizioni in più di uno Stato. Non saranno conteggiati il sostegno federale temporaneo alle autorità elettorali locali né l’esecuzione di compiti elettorali federali già riconosciuti. La fonte primaria per la risoluzione sarà costituita dalle informazioni ufficiali del governo federale degli Stati Uniti e dal consenso delle fonti giornalistiche attendibili.
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